Lettera di accompagnamento a gatto bianco - Davide Rossi
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Speaker 2: Nonostante la mia allergia ai gatti, misteriose circostanze mi hanno
Speaker 2: portato a diventare da un giorno all'altro il padrone di
Speaker 2: un piccolo felino bianco che al momento girò vaga per
Speaker 2: il mio appartamento, spargendo per il salotto la causa dei
Speaker 2: miei starnuti e dei miei incubi. Ho deciso di traslocare,
Speaker 2: a causa dell'insostenibilità di fastidiose situazioni che continuano a verificarsi
Speaker 2: nello stabile in cui vivo e di conseguenza per riappropriarmi
Speaker 2: della mia salute e dei miei nervi ho deciso di
Speaker 2: dare via questo gatto nonostante l'affetto che ormai sento di
Speaker 2: provare per lui credo sia necessario informare chiunque si occuperà
Speaker 2: di questo animale in merito agli strani accadimenti che l'hanno
Speaker 2: fatto entrare nella mia vita ho bisogno di trovare il
Speaker 2: senso dietro a tutta questa faccenda Tutto è cominciato con
Speaker 2: l'arrivo del nuovo condomino. Si era appena trasferito nel nostro
Speaker 2: palazzo e mi capitava di incontrarlo ogni giorno. Sto parlando
Speaker 2: di un uomo sulla sessantina, alto e robusto, e con
Speaker 2: un fastidioso ciuffo di capelli, sempre sudati, che gli cadeva
Speaker 2: davanti agli occhi. Da quando si era insediato lo incontravo
Speaker 2: sempre al portone d'ingresso. Io tornavo a casa mentre lui
Speaker 2: andava al lavoro, ogni giorno in orari diversi. come se
Speaker 2: i suoi turni cominciassero in concomitanza del mio ritorno a
Speaker 2: casa ad ogni incontro un educato saluto ed una non
Speaker 2: sempre breve disquisizione su qualche generico argomento di attualità ma
Speaker 2: la cosa strana avveniva subito dopo ovvero quando dovevamo effettivamente
Speaker 2: allontanarci in quel momento i Il condomino mi ricordava sempre
Speaker 2: che stava andando a lavorare, e fin qui solo il
Speaker 2: semplice sfoggio di umano orgoglio per la propria utilità, ma
Speaker 2: subito dopo doveva specificare il mestiere che stava andando a compiere,
Speaker 2: e quello cambiava ogni giorno. Ma era il suo stato,
Speaker 2: assieme al surrealismo di questi incontri, a farmi salire su
Speaker 2: per le scale con un grande punto interrogativo nel cervello.
Speaker 2: Egli mostrava una sfrontata tranquillità nel raccontarmi ciò che stava
Speaker 2: andando a fare, certo che io avrei accettato qualsiasi fandonia.
Speaker 2: Mi sembrava come se, nella sua testa, avessimo stipulato un
Speaker 2: accordo per cui io, credendogli, lo avrei aiutato a credere
Speaker 2: in ciò che stava raccontando, così che magari, prima o poi,
Speaker 2: una di quelle fandonie si sarebbe realizzata. Questo strano fatto
Speaker 2: si stava ripetendo quotidianamente da un paio di settimane, e
Speaker 2: la curiosità in me, che era solita esaurirsi nel momento
Speaker 2: in cui infilavo la chiave nella toppa, sembrava adesso amplificarsi
Speaker 2: una volta chiusa la porta alle mie spalle. Era come se,
Speaker 2: in qualche modo, quell'uomo entrasse in casa con me e
Speaker 2: passasse delle ore a guardarmi. Di conseguenza fallivo nell'applicare la
Speaker 2: mia regola monastica, secondo cui il mio interesse per le
Speaker 2: faccende altrui doveva cessare col sopraggiungere del mio relax. Salvo emergenze,
Speaker 2: si intende. Quando mi capitò di sognare quell'uomo, capì che
Speaker 2: era giunto il momento di agire per riappropriarmi della mia
Speaker 2: serena misantropia. Mi stava guardando negli occhi, con il suo
Speaker 2: ciuffo di capelli sudati sulla fronte. E rideva, sadico, mentre
Speaker 2: declamava assente il suo surreale curriculum, provando una strana eccitazione sessuale.
Speaker 2: Mi svegliai nel cuore della notte con un fastidioso mal
Speaker 2: di testa. Intuì che solo scoprendo la verità sarei riuscito
Speaker 2: a cacciarlo dal mio subconscio a calci. Il giorno seguente
Speaker 2: l'avrei seguito. Quella mattina mi disse che lo stavano aspettando
Speaker 2: in una cooperativa per accompagnare i ragazzi dalla psicologa. Mi
Speaker 2: colpì questa balla così specifica e così generica nello stesso
Speaker 2: momento considerando che il giorno precedente Aveva detto di dover
Speaker 2: togliere dei prosciutti dall'essiccatoio di chissà quale salumificio. Dopo avergli
Speaker 2: augurato buon lavoro, gli diedi le spalle e iniziai a
Speaker 2: salire le scale. Aspettai qualche secondo, controllai che fosse effettivamente
Speaker 2: uscito dal palazzo, poi usci anch'io. Cominciai a seguirlo, attento
Speaker 2: a non farmi scoprire. L'uomo si addentrava sempre di più
Speaker 2: nel centro città, rendendomi l'operazione più semplice del previsto. Sembrava
Speaker 2: conoscere un bel po' di gente, veniva salutato spesso. Lui
Speaker 2: ricambiava ogni saluto senza mai mancare di chiedere« Come stai, caro?»
Speaker 2: o« Tutto bene, cara?» sempre con la medesima intonazione. Prese
Speaker 2: un caffè al banco di un bar poco frequentato, scambiò
Speaker 2: qualche parola con il barista, poi uscì. Si fermò qualche
Speaker 2: istante per guardare l'orologio e una volta letta l'ora riprese
Speaker 2: a camminare a passo svelto. Mi pareva evidente che fosse
Speaker 2: in ritardo. Andava sempre più veloce, senza mai azzardarsi a correre,
Speaker 2: forse per non dare nell'occhio. Raggiunse una fermata dell'autobus, si
Speaker 2: fermò e di nuovo guardò l'orologio. Dal sollievo che dalla
Speaker 2: distanza riuscì a notare sul suo volto, doveva essere arrivato
Speaker 2: in tempo. A questo punto mi chiesi cosa fare. Raggiungere
Speaker 2: la fermata sarebbe stato troppo rischioso. Salire sull'autobus ancora di più.
Speaker 2: E se mi avesse visto? Mi rendo conto a distanza
Speaker 2: dal fatto che si trattava di uno scrupolo insensato dato che,
Speaker 2: da libero cittadino, io posso andare dovunque e come mi pare.
Speaker 2: Posso entrare e uscire di casa in continuazione senza doverlo
Speaker 2: spiegare a nessuno. Però la situazione della caccia all'uomo mi
Speaker 2: aveva suggestionato a tal punto da convincermi che anche la
Speaker 2: mia preda stesse agendo di nascosto da me e anche
Speaker 2: un minimo incrucio di sguardi fra noi sarebbe stato fatale.
Speaker 2: Decisi che avrei aspettato l'arrivo del suo autobus per scoprire
Speaker 2: almeno in che direzione andasse prima di ritornare a casa.
Speaker 2: Quando arrivò, però, l'uomo non accennò a voler salire. Guardava
Speaker 2: dentro al mezzo attraverso le porte aperte finché fece un
Speaker 2: cenno a qualcuno che non potevo vedere. Scise una vecchia signora.
Speaker 2: Lei portava con sé una scatola di scarpe e un
Speaker 2: sacchetto della spesa del quale spuntava una qualche verdura allunga
Speaker 2: come un sedano oppure un porro lei e il mio
Speaker 2: condomino si salutarono scambiarono alcune parole guardandosi intensamente negli occhi
Speaker 2: poi la donna scoppiò a piangere lui imbarazzato la abbracciò
Speaker 2: ma lei non aspettandosi questa reazione si svincolò subito si
Speaker 2: ricompose in fretta gli consegnò la scatola e il sacchetto
Speaker 2: e se ne andò senza girarsi come se non volesse
Speaker 2: sapere più nulla di quella situazione La mia curiosità divenne indomabile.
Speaker 2: Nel seguire l'uomo, le domande che rimbalzavano nel mio cervello
Speaker 2: erano cambiate. Era evidente che la questione professionale dovesse passare
Speaker 2: in secondo piano. Adesso era comparsa una misteriosa scatola di
Speaker 2: cartone chiusa e una vecchietta disperata, forse spaventata da qualcosa.
Speaker 2: Per non parlare della questione di quel sedano o quel porro,
Speaker 2: che ancora non ero riuscito a distinguere. Giuro che non
Speaker 2: mi era mai capitato di seguire una persona, tra l'altro semisconosciuta,
Speaker 2: prima di allora. Era come se fossi entrato in una
Speaker 2: spirale che dal mero desiderio di pettegolezzo vorticosamente mi stava
Speaker 2: attraendo verso una massiccia verità oscura, nascosta da quell'uomo al
Speaker 2: quale ero legato. Un legame nato senza motivi materiali o razionali,
Speaker 2: ma solo dal mio presentimento. L'uomo aveva ripreso a camminare
Speaker 2: in direzione opposta a quella della signora, e nonostante il
Speaker 2: passo tornato tranquillo, vedi la sua sospettosità aumentare. Aveva cominciato
Speaker 2: a guardarsi intorno. Dovetti mantenermi ad una distanza maggiore per
Speaker 2: non farmi scoprire. Lo vidi entrare in un vicolo a
Speaker 2: forma di L, molto stretto. Lo raggiunsi, ma mi fermai
Speaker 2: all'angolo e mi sporsi quel poco che bastava per vedere
Speaker 2: quel fondo cieco. Trovai l'uomo in ginocchio, con le mani
Speaker 2: protese verso la scatola chiusa, appoggiata a terra. Sembrava compiere
Speaker 2: una sorta di rituale. Ad un certo punto estrasse il sedano,
Speaker 2: adesso non avevo più dubbi, dal sacchetto che aveva appoggiato
Speaker 2: accanto a sé e si mise ad accarezzare dolcemente la
Speaker 2: scatola con le foglie di quell'ortaggio. Compiva quest'azione con una
Speaker 2: precisione ipnotica. Poi aprì la scatola. e ne strasse quella
Speaker 2: verità oscura che mi aveva attratto fin lì. Dentro c'era
Speaker 2: un gatto di piccole dimensioni completamente bianco. Quel gatto. Solo
Speaker 2: che in quel momento l'uomo lo stava estraendo dalla scatola morto.
Speaker 2: Era evidente per me. Non saprei dire da cosa l'avessi capito.
Speaker 2: Credo sia una cosa che si percepisca, la morte. Doveva
Speaker 2: essere stato investito, o peggio. Appoggiò il piccolo cadavere a
Speaker 2: terra e cominciò ad accarezzarlo a mani nude, tenendolo a
Speaker 2: pancia in su, sussurrando delle parole che non potevo comprendere.
Speaker 2: Afferrò una zampetta e la fece ruoteare lentamente in senso orario,
Speaker 2: continuando a ripetere quella formula finché non mollò la zampetta.
Speaker 2: Ma quella non cadde appeso morto al suolo, rimase rigida,
Speaker 2: verso l'alto.« Era un'allucinazione la mia?» Stavo assistendo ad una
Speaker 2: seduta chiropratica per gatti morti? Non sapevo se dovesse chiamare
Speaker 2: le forze dell'ordine o qualcuno. Quell'uomo stava facendo qualcosa di
Speaker 2: molto strano, ma non credo si potesse definire crimine. Come
Speaker 2: potevo avere la certezza che non stesse preparando qualcosa di pericoloso?
Speaker 2: Pericoloso per chi, poi? La mia bussola razionale era impazzita.
Speaker 2: avevo raggiunto il polo nord magnetico del mio razziocinio l'uomo
Speaker 2: aveva ripetuto la stessa azione con tutte e quattro le
Speaker 2: zampette che ora se ne stavano ritte verso l'alto come
Speaker 2: un bambino che chiede di farsi prendere in braccio non
Speaker 2: riuscivo a staccare gli occhi da quel piccolo corpo peloso
Speaker 2: accadde poi quello che non doveva succedere l'uomo si alzò
Speaker 2: in piedi e le zampette dell'animale caddero nuovamente al suolo
Speaker 2: come morte in quel momento pensai che doveva trattarsi di
Speaker 2: un altro passaggio del rituale però l'uomo si girò e
Speaker 2: mi guardò negli occhi dentro quegli occhi io vidi sangue
Speaker 2: e fuoco nell'affondare nel suo sguardo oltre il ciuffo sudato
Speaker 2: non trovai nulla di quell'uomo incontrato al portone d'ingresso del
Speaker 2: mio palazzo non disse nulla iniziò a camminare verso di
Speaker 2: me sempre più veloce si mise a correre allungò un
Speaker 2: braccio scappai corsi come mai prima nella mia vita. Non
Speaker 2: sentivo lo sforzo, non sentivo il fiato, non sentivo il
Speaker 2: mio corpo. Ero diventato una massa di adrenalina pura in
Speaker 2: movimento verso un luogo il più lontano possibile da quell'oscurità.
Speaker 2: Tornai a casa, mi chiusi dentro e non uscii per
Speaker 2: una settimana. Mi diedi malato. Non riuscivo a pensare a
Speaker 2: nulla se non a quegli occhi di fuoco. Non trovavo
Speaker 2: una soluzione al fatto che anche lui sarebbe tornato al
Speaker 2: condominio e sicuramente ci saremmo incontrati sulle scale e chissà,
Speaker 2: forse avrebbe tentato di uccidermi. Voleva farlo? Non ne avevo certezza.
Speaker 2: Di certo non trovavo motivi pseudo- razionali per cui la mia
Speaker 2: esistenza in vita potesse interferire con l'aldilà dei gatti, qualora
Speaker 2: esistesse e qualora il mio condomino fosse una sorta di
Speaker 2: esorcista specializzato in felini. forse avrei dovuto chiamare la polizia
Speaker 2: e raccontare di quel gatto morto, della becchia, del sedano
Speaker 2: fu in quei giorni che valutai di contattare la protezione
Speaker 2: animali in forma anonima se quell'uomo in realtà avesse voluto
Speaker 2: parlarmi o chiedermi aiuto non ho idea di cosa volesse
Speaker 2: da me so solo che durante quella settimana qualsiasi rumore
Speaker 2: sentissi fuori dal mio appartamento subito immaginavo che fosse lui
Speaker 2: che mi ascoltasse da fuori che mi aspettasse. Una notte
Speaker 2: ho sognato di appoggiare l'occhio sullo spioncino e mi spaventai
Speaker 2: a morte nel rivedere quell'iride infuocata. Il sogno fu talmente
Speaker 2: lucido che a volte mi vengono i brividi pensando che
Speaker 2: forse sia successo davvero. Il giorno in cui trovai il
Speaker 2: coraggio di uscire di casa, inciampai in un oggetto che
Speaker 2: era stato appoggiato fuori dalla mia porta. Mi salì una
Speaker 2: scossa per il collo quando la riconobbi. Era la scatola
Speaker 2: che avevo visto nel vicolo. Quando la scansai con il piede,
Speaker 2: cominciò a scuotersi. La apri. Dentro c'era quel piccolo gatto bianco,
Speaker 2: più vivo che mai. Lo prese in mano per verificare
Speaker 2: come stesse. Stava benissimo, in base alle mie inesistenti competenze veterinarie.
Speaker 2: E subito vidi che sul fondo di quella scatola c'era
Speaker 2: una lettera, intrisa di pipì felina. Credo l'avesse scritta quell'uomo,
Speaker 2: ma non ne sono certo. Vi era scritto a mano.
Speaker 2: Ti ha scelto. Sappi che non lo perderò di vista.
Speaker 2: Al momento giusto tornerò a prenderlo. Io quell'uomo non l'ho
Speaker 2: più incontrato nel palazzo. Girano delle voci tra i condomini.
Speaker 2: Dicono di aver visto delle persone venire a prendere della
Speaker 2: roba dal suo appartamento. Qualcun altro invece dice che in
Speaker 2: casa sua non ci sia niente, nemmeno il letto. La
Speaker 2: mia vicina è convinta che fosse un attore famoso di
Speaker 2: altri tempi, molto ricco, e pensa che se ne sia
Speaker 2: andato a girare qualche film. Al nostro amministratore di condominio
Speaker 2: non risulta nessun trasferimento. Io invece adesso sono certo che
Speaker 2: sia lui l'origine dei suoni che sento fuori dalla mia porta,
Speaker 2: anche se non ho nessuna prova per dimostrarlo. se non
Speaker 2: questa storia assurda. Sta di fatto che non riesco più
Speaker 2: ad addormentarmi la notte e sono costretto a ritagliarmi dei
Speaker 2: momenti di sonno durante il giorno. Amici e parenti, consci
Speaker 2: non soltanto del mio problema medico, ma anche della particolare
Speaker 2: antipatia che provo per questi animali, naturalmente hanno cominciato a
Speaker 2: tartassarmi con domande sul perché e sul come questo gatto
Speaker 2: sia entrato nella mia vita. Io ovviamente non glielo racconterò.
Speaker 2: Non mi crederebbero. O peggio. Penserebbero che non reputi la
Speaker 2: loro amicizia abbastanza sincera da fargli conoscere una verità più
Speaker 2: confacente al loro pensiero razionale. Ma un'altra verità non potrà
Speaker 2: mai essere la verità. Post scriptum. In fondo alla gabbietta
Speaker 2: ho lasciato la lettera trovata dentro la scatola. Non ho
Speaker 2: dato un vero e proprio nome a quell'animale. Ha cominciato
Speaker 2: a rispondere al semplice nome di gatto.
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